Credito al consumo: cos'è un credito al consumo?

Con questo prestito i consumatori ottengono una speciale tutela. Devono rispettare numerosi requisiti di legge e indicare tutte le spese derivanti dal credito o dal prestito. Un credito al consumo è un prestito o un credito che un privato o consumatore può richiedere a un'impresa, di regola un istituto di credito. Serve solo per scopi privati. Per forma di credito, questi prestiti rappresentano per lo più un classico prestito a rate. Possono essere sottoscritti da un privato presso tutti gli istituti bancari. Grazie alla forma del credito i clienti privati ottengono una tutela, perché le banche nel settore dei crediti e dei prestiti dispongono, grazie a queste conoscenze, di un grande vantaggio. Per non far valere questo svantaggio dei consumatori, tali prestiti sono rigorosamente vincolati a norme di legge per quanto riguarda forma e contenuto. In linea di principio per un contratto di credito o di prestito è prescritta la forma scritta ed è necessaria la firma del cliente. Il contratto deve contenere tutte le condizioni importanti di questo credito. Il legislatore prescrive indicazioni minime. Tra queste rientrano il plafond di credito, le commissioni, il tasso debitore (tasso nominale) e altri costi del credito. Contiene inoltre la forma di garanzia, le eventuali spese assicurative e le modalità di rimborso. Nel contratto di credito o di prestito deve essere indicato anche il TAEG effettivo. Rappresenta un riepilogo diretto dei costi del credito per anno e l'opzione immediata per un confronto tra le diverse offerte.

[caption id="attachment_573" align="alignright" width="336"]Consumatore Credito per i consumatori[/caption]

Specificità giuridiche

Non esistono assicurazioni sottoscritte volontariamente. Per le disposizioni aggiuntive, nel credito al consumo vale un'ulteriore tutela del consumatore. Per esempio, i mutuatari hanno sempre un diritto di recesso. Il contratto deve richiamare espressamente l'informativa sul diritto di recesso e metterla in evidenza. Il termine per il recesso è di quattordici giorni. In caso di ritardo nei pagamenti la banca non può semplicemente risolvere questo credito. Deve prima essere fissato un termine e deve essere raggiunto l'importo minimo di mora. La denominazione credito al consumo riflette la funzione giuridica dei relativi crediti o prestiti. Vengono però offerti anche con altre denominazioni, per indicare esplicitamente che in questo caso il consumatore ottiene una tutela. Ad esempio il prestito a rate per clienti privati, il credito al consumo, il prestito personale o anche denominazioni legate a uno scopo, come prestito per acquisti, prestito per vacanze o prestito auto.

Sono anch'essi crediti per il consumatore, finché si rivolgono a clienti privati e servono a scopi privati di consumo. Tuttavia anche qui ci sono alcuni casi particolari. Per esempio, gli scoperti di conto e i microcrediti fino a 200 euro non sono soggetti alla disciplina contrattuale per i crediti ai consumatori. Lo stesso vale per i prestiti dei datori di lavoro e per i mutui immobiliari e di costruzione dell'ente pubblico. Vi rientra, per esempio, la Kreditanstalt für Wiederaufbau. Le norme sui crediti ai consumatori si applicano invece quando un prestito viene preso da un privato per l'avvio di un'attività e non supera i 50.000 euro.